Una riflessione personale di Massimiliano Deliso su Halloween, le sue radici e il rapporto con la tradizione cristiana.
Una discussione che ritorna ogni ottobre
Quando arriva Halloween, puntualmente arriva anche una discussione che ormai conosciamo tutti. Da una parte ci sono quelli che preparano zucche, costumi, caramelle e feste. Dall’altra qualcuno dice: «Attenzione, Halloween è una festa pagana», oppure addirittura: «È una festa satanica, incompatibile con il cristianesimo». E forse vale la pena fermarsi un attimo e capire di che cosa stiamo realmente parlando.
Partiamo proprio dalla parola Halloween. Deriva da All Hallows’ Eve, cioè la vigilia di Tutti i Santi. «Hallow» è una parola inglese legata al significato di «santo». Già il nome della festa, dunque, racconta una storia più complessa di quella secondo cui Halloween sarebbe semplicemente «la notte del demonio». Il primo novembre, infatti, nella tradizione cristiana si celebra Tutti i Santi; il 31 ottobre è la vigilia.
Naturalmente non significa che tutto ciò che associamo oggi ad Halloween provenga dalla liturgia cattolica. La storia è più articolata. In Europa esistevano antiche celebrazioni legate alla fine dell’estate e all’inizio della stagione oscura, fra cui il Samhain delle popolazioni celtiche. Con il passare dei secoli, tradizioni popolari, cristiane e locali si sono incontrate, trasformate e sovrapposte. Le usanze attuali si sono sviluppate anche attraverso le culture irlandesi e scozzesi e, più tardi, negli Stati Uniti: travestimenti, racconti paurosi, visite di casa in casa, zucche e caramelle.
Halloween non è quindi una tradizione nata tutta insieme in un momento preciso: è il risultato di secoli di trasformazioni e contaminazioni culturali.
Rappresentare non significa adorare
Arriviamo alla questione che secondo me è più importante. Una persona cattolica può festeggiare Halloween? Credo che, prima di rispondere, occorra distinguere una cosa semplicissima: rappresentare qualcosa non significa adorarla.
Se un bambino si mette un costume da fantasma, non sta praticando lo spiritismo. Se una persona guarda Dracula, non sta diventando un vampiro. Se sistemiamo uno scheletro di plastica davanti alla porta, non stiamo evocando i morti.
Del resto, quando vediamo il diavolo rappresentato in un affresco medievale dentro una chiesa, non pensiamo per questo che quella chiesa stia celebrando il demonio. Anche la cultura cristiana conosce moltissime immagini della morte: le catacombe, il Giudizio universale, i teschi nell’arte sacra, le danze macabre del Medioevo, le raffigurazioni dell’inferno.
Il cristianesimo non ha mai avuto bisogno di fingere che la morte non esistesse. Al contrario, l’ha rappresentata spesso, anche perché uno dei suoi temi fondamentali è il superamento della morte. Proprio in questi giorni, il calendario cattolico celebra i santi il primo novembre e commemora i defunti il 2 novembre. Morte, memoria e speranza sono dunque già temi profondamente presenti nella tradizione cristiana.
Naturalmente esiste un confine. La Chiesa cattolica condanna pratiche come la divinazione, la negromanzia, l’evocazione dei morti e il ricorso ai medium: il Catechismo affronta espressamente queste questioni. Ma proprio per questo bisogna essere altrettanto chiari nell’altra direzione: una festa in maschera non è, di per sé, una seduta spiritica.
Una zucca illuminata non è, di per sé, un atto di adorazione. «Dolcetto o scherzetto» non è una pratica religiosa. Confondere queste cose finisce paradossalmente per attribuire un potere quasi magico agli oggetti stessi, come se bastasse indossare un cappello da strega o appendere un pipistrello di carta per compiere automaticamente qualcosa di spiritualmente pericoloso.
Il contesto e l’intenzione
È proprio il contesto, e soprattutto l’intenzione, a fare la differenza. Per moltissime persone Halloween significa semplicemente divertirsi, travestirsi, raccontare storie paurose, decorare casa o accompagnare i bambini a chiedere caramelle. Non stanno professando una religione alternativa e non stanno adorando il demonio. Alcuni, il giorno dopo, parteciperanno tranquillamente anche alla Messa di Tutti i Santi. Le due cose, per loro, non si escludono necessariamente.
Naturalmente ciascuno è libero di non amare Halloween. Si può considerarla una festa troppo commerciale, troppo americana, troppo macabra oppure semplicemente poco interessante. Un genitore può decidere quali immagini e giochi siano adatti ai propri figli. Ma questa scelta personale è diversa dall’affermare che chiunque partecipi alla festa compia automaticamente qualcosa di blasfemo o anticristiano.
Le paure che diventano gioco
Forse possiamo recuperare anche un significato interessante. Halloween gioca con una delle paure più antiche dell’essere umano: la paura del buio, della morte, dell’ignoto. Nella sua versione popolare contemporanea può trasformarla in qualcosa di quasi comico. Lo scheletro diventa una decorazione, il fantasma un lenzuolo con due buchi, il mostro un bambino che suona alla porta chiedendo una caramella.
È un modo molto umano di esorcizzare — in senso figurato — ciò che ci spaventa. E forse proprio qui cattolici e non cattolici possono incontrarsi senza bisogno di guerre culturali.
Si può festeggiare Halloween senza dimenticare Tutti i Santi. Si può sorridere davanti a un film dell’orrore e il giorno dopo ricordare una persona cara che non c’è più. Si può intagliare una zucca senza rinunciare alla propria fede: una tradizione popolare non cancella necessariamente una tradizione religiosa.
Prima di avere paura dei simboli, dovremmo forse chiederci che cosa significano davvero per le persone che li utilizzano. A volte una zucca è semplicemente… una zucca.
Massimiliano Deliso
Fonti e approfondimenti
- Encyclopaedia Britannica — Halloween, per origine del nome, tradizioni celtiche e sviluppo delle usanze popolari.
- Catechismo della Chiesa cattolica, nn. 2115–2117, sulla divinazione e le pratiche occultistiche.
- Catechismo della Chiesa cattolica, riferimento generale all’insegnamento e alla vita religiosa.
Nota editoriale: il testo originale di Massimiliano Deliso è stato riordinato a partire dal documento ricevuto, eliminando ripetizioni, sistemando refusi e distinguendo ricostruzione storica e opinioni dell’autore. Le ricostruzioni sulle influenze fra Samhain e Halloween presentano aspetti discussi dagli studiosi: non va presupposta un’origine univoca di tutte le usanze attuali. La copertina è un’illustrazione originale generata con IA, non una fotografia documentaria.
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