Il nuovo anno scolastico in Puglia comincia mentre l’Europa dedica una settimana alla “mobilità per tutti”. A Trani può essere l’occasione per guardare con occhi nuovi a marciapiedi, attraversamenti, biciclette, disabilità e sicurezza davanti alle scuole.
di Nadidja
Sabato 12 settembre 2026. Mancano pochi giorni al suono della prima campanella e, come ogni settembre, le città cominciano a cambiare ritmo. Tornano gli zaini, le sveglie anticipate, le corse verso scuola, i nonni che accompagnano i nipoti, i ragazzi in bicicletta, gli autobus più pieni e, inevitabilmente, le automobili concentrate negli stessi minuti davanti agli istituti.
In Puglia il calendario regionale fissa l’inizio ufficiale delle attività didattiche per giovedì 17 settembre 2026, lasciando alle singole istituzioni scolastiche la possibilità di anticipare nell’ambito della propria autonomia. A Trani il rientro è già nell’aria: martedì 15 settembre il 1° Circolo Didattico “De Amicis” terrà la tradizionale Festa dell’Accoglienza per gli alunni delle classi prime.
Quasi nello stesso momento, dal 16 al 22 settembre, partirà la Settimana europea della mobilità, la principale campagna europea dedicata agli spostamenti urbani sostenibili. Il tema del 2026 è ancora una volta “Mobility for Everyone – Mobilità per tutti”, con un’attenzione particolare all’equità tra generazioni.
La coincidenza merita più di una semplice nota di calendario.
Perché il modo in cui accompagniamo un bambino a scuola dice molto su come immaginiamo la città.
La città vista all’altezza di uno zainoProvare a guardare una strada all’altezza di un bambino cambia tutto.
Un attraversamento che per un adulto sembra breve può apparire enorme. Un’auto parcheggiata troppo vicino alle strisce può cancellare la visuale. Un marciapiede interrotto, troppo stretto o occupato costringe a scendere sulla carreggiata. Una buca può essere un fastidio per chi cammina, ma diventare un ostacolo vero per chi si muove con una carrozzina, un deambulatore o una sedia a rotelle.
Ecco perché parlare di mobilità scolastica non significa semplicemente discutere se sia meglio andare a scuola a piedi, in bicicletta, in autobus oppure in automobile.
Significa chiedersi se tutte queste possibilità siano davvero praticabili in sicurezza.
La campagna europea del 2026 insiste proprio su questo punto: una mobilità sostenibile non è tale se funziona soltanto per chi è giovane, in salute, economicamente autonomo e perfettamente mobile. Deve funzionare per i bambini, per gli adolescenti, per gli adulti, per le persone anziane e per chi vive con una disabilità.
Il paradosso dell’auto “per sicurezza”Davanti alle scuole si ripete spesso un piccolo paradosso urbano.
Molte famiglie scelgono l’automobile perché la percepiscono come il modo più sicuro per accompagnare i figli. Ma quando decine o centinaia di automobili arrivano nello stesso punto negli stessi dieci minuti, proprio quello spazio può diventare più congestionato, rumoroso e difficile da attraversare.
Non è una colpa individuale. È un problema di organizzazione collettiva.
Una famiglia sceglie ciò che ritiene più comodo e più sicuro in base alle condizioni che trova. Se il percorso pedonale è discontinuo, se mancano attraversamenti ben visibili, se il traffico è veloce, se la distanza è eccessiva o se non esistono alternative affidabili, l’auto diventa quasi inevitabile.
La questione, quindi, non è chiedere ai genitori di “fare i virtuosi”. È creare condizioni nelle quali camminare, pedalare o usare il trasporto pubblico diventino opzioni credibili, e non prove di coraggio.
Le strade scolastiche: un’idea sempliceDa alcuni anni diverse città europee sperimentano le cosiddette strade scolastiche: tratti davanti agli istituti nei quali il traffico automobilistico viene limitato o temporaneamente chiuso durante gli orari di ingresso e uscita.
Il principio è intuitivo: lo spazio davanti a una scuola non è una strada qualsiasi.
Per alcuni minuti al giorno diventa il luogo nel quale centinaia di persone fragili, distratte, emozionate o semplicemente di fretta si incontrano nello stesso punto. Merita quindi una progettazione speciale.
Non significa che lo stesso modello debba essere copiato identico ovunque. Le città sono diverse, le strade sono diverse, le esigenze delle famiglie sono diverse. Ma si può partire da una domanda molto concreta: davanti a ogni scuola di Trani, nei minuti di entrata e uscita, qual è il punto più difficile da attraversare? Dove si forma la sosta irregolare? Dove manca spazio per chi cammina?
Trani e il diritto di arrivare a scuolaA Trani esiste già un elemento che ricorda quanto il tema della mobilità scolastica sia anche un tema di inclusione. Il Comune ha predisposto per l’anno scolastico 2026/27 il servizio di trasporto per studenti delle scuole elementari e medie con disabilità, con una procedura dedicata per le famiglie. Un servizio analogo riguarda anche gli studenti delle scuole superiori.
È un aspetto importante, perché il diritto allo studio comincia molto prima dell’ingresso in aula.
Comincia dalla possibilità di arrivarci, quell’aula.
E vale per tutti.
Per il bambino che abita a poche centinaia di metri e potrebbe camminare se trovasse un percorso sicuro. Per chi vive più lontano e ha bisogno di un autobus efficiente. Per chi deve essere accompagnato. Per chi usa una carrozzina. Per il nonno che accompagna il nipote ma non può attraversare una strada correndo. Per l’adolescente che vorrebbe usare la bicicletta senza sentirsi continuamente in pericolo.
“Mobilità per tutti” significa esattamente questo: non progettare la città per un cittadino immaginario, ma per le persone reali.
Non servono sempre grandi opereQuando si parla di mobilità urbana si pensa subito a interventi costosi e cantieri lunghissimi. In realtà, una parte dei miglioramenti può cominciare da azioni molto più semplici.
Segnaletica ben visibile. Attraversamenti ripensati. Marciapiedi liberi. Controllo della sosta irregolare. Rastrelliere per biciclette. Riduzione effettiva della velocità nelle zone scolastiche. Piccoli tratti pedonali temporanei negli orari più critici. Migliore informazione sul trasporto pubblico. Percorsi studiati insieme a famiglie e istituti.
E soprattutto osservazione.
Prima di decidere come intervenire, basterebbe spesso fermarsi per alcuni giorni davanti a una scuola alle otto del mattino e guardare cosa accade davvero.
Dove si formano gli ingorghi? Dove attraversano i bambini? Dove si fermano le auto? Quale marciapiede viene evitato? Quale incrocio mette in difficoltà le persone anziane? Dove una carrozzina non passa?
La città parla continuamente. Bisogna soltanto imparare ad ascoltarla.
Una settimana europea, ma una questione quotidianaLa Settimana europea della mobilità dura sette giorni. Il percorso casa-scuola, invece, si ripete per circa duecento giorni l’anno.
È questo che rende il tema così concreto.
Ogni mattina, davanti a ogni scuola, si compie una piccola scelta collettiva sul tipo di città che vogliamo costruire.
Una città nella quale il traffico detta completamente le regole, oppure una città capace di trovare un equilibrio tra chi guida, chi cammina, chi pedala, chi usa il trasporto pubblico e chi ha esigenze particolari.
Non si tratta di dichiarare guerra all’automobile. Sarebbe una semplificazione tanto inutile quanto irrealistica.
Si tratta di fare in modo che l’automobile non sia l’unica scelta possibile.
Il primo giorno può essere anche un primo esperimentoIl ritorno a scuola porta sempre con sé l’idea di un nuovo inizio.
Quaderni nuovi, classi nuove, insegnanti nuovi, orari da ricostruire.
Forse può essere anche l’occasione per sperimentare un’abitudine nuova: percorrere a piedi almeno un tratto del tragitto, provare la bicicletta quando è possibile, condividere l’accompagnamento tra famiglie, osservare con maggiore attenzione i punti pericolosi e segnalarli, chiedere alle istituzioni interventi concreti senza trasformare ogni problema in una battaglia ideologica.
Tra il 15 settembre, quando al “De Amicis” alcuni bambini entreranno nella scuola primaria per la Festa dell’Accoglienza, il 16 settembre, quando comincerà la Settimana europea della mobilità, e il 17 settembre, data ufficiale di avvio delle lezioni in Puglia, c’è una piccola finestra simbolica.
Tre giorni nei quali la scuola e la città sembrano dirci la stessa cosa.
Crescere significa imparare a muoversi nel mondo.
Il compito di una comunità è fare in modo che quel mondo sia attraversabile da tutti.
FontiRegione Puglia, calendario scolastico 2026/2027: https://www.regione.puglia.it/web/press-regione/-/istruzione-approvato-il-calendario-scolastico-2026-2027-della-regione-puglia.-lanciata-la-nuova-edizione-del-contest-creativo-per-le-scuole-dedicato-al-tema-del-dono-e-della-solidariet%C3%A0-sociale
European Mobility Week 2026, tema “Mobility for Everyone – Intergenerational Fairness”: https://mobilityweek.eu/theme-2026/
Comune di Trani, trasporto scolastico per studenti con disabilità, a.s. 2026/27: https://comune.trani.bt.it/it/news/136219/trasporto-scolastico-studenti-elementari-e-medie-con-disabilita-consegna-moduli-entro-il-4-settembre-2026
TraniViva, “Al De Amicis di Trani torna la Festa dell’Accoglienza”, 10 settembre 2026: https://www.traniviva.it/notizie/al-de-amicis-di-trani-torna-la-festa-dell-accoglienza-il-15-settembre-l-ingresso-delle-classi-prime/