Può una città contrastare piccoli episodi di degrado e indifferenza coinvolgendo di più chi vive quotidianamente nei quartieri? È la domanda da cui nasce E.C.Q. — Educatore Civico di Quartiere, una proposta inviata alla nostra redazione da Leonardo Mazzilli, che la definisce una prima bozza aperta al confronto con associazioni ed enti locali.
Il punto centrale non è istituire nuove ronde o attribuire poteri di controllo ai privati, ma immaginare una rete di volontari adeguatamente formati capaci di orientare i cittadini, segnalare guasti e situazioni di incuria ai servizi competenti, promuovere comportamenti rispettosi degli spazi comuni e favorire il dialogo di vicinato.
Come funzionerebbe l’educatore civico
Nel documento, Mazzilli ipotizza una presenza riconoscibile nei diversi quartieri, organizzata con turni limitati e in coppia per ragioni di sicurezza. Le attività immaginate comprendono segnalazioni documentate agli uffici pubblici, spiegazioni sul corretto conferimento dei rifiuti, informazioni pratiche ai cittadini e ai visitatori e piccole iniziative di sensibilizzazione. I volontari, precisa la proposta, non avrebbero poteri di polizia o sanzionatori e non dovrebbero inseguire o identificare presunti trasgressori.
Per rendere la partecipazione continuativa, l’idea suggerisce anche un percorso formativo denominato Patentino del Cittadino, con nozioni di raccolta differenziata, mobilità sostenibile, primo soccorso e comunicazione non violenta. Un eventuale sistema di riconoscimenti delle buone pratiche dovrebbe essere definito insieme alle istituzioni e senza forme di controllo coercitivo fra cittadini.
Un riferimento concreto già esistente a Trani
La proposta non nasce in un vuoto normativo. Il Comune di Trani ha un Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, approvato dal Consiglio comunale con deliberazione n. 92 del 21 dicembre 2016. Il testo disciplina, fra l’altro, aspetti procedurali, forme di sostegno, trasparenza e responsabilità. È uno dei documenti che potrebbero orientare un confronto preliminare, pur senza garantire che ogni parte del modello E.C.Q. vi rientri automaticamente.
Il principio di sussidiarietà dell’articolo 118 della Costituzione favorisce iniziative autonome dei cittadini per attività di interesse generale, ma un ruolo organizzato nel territorio richiederebbe comunque definizione formale di mansioni, responsabilità, coperture assicurative, formazione, modalità delle segnalazioni e supervisione pubblica.
Le questioni da approfondire
Il progetto propone, come ipotesi futura, anche riconoscimenti civici e possibili agevolazioni, fra cui sconti sulla tassa rifiuti. Non risultano tuttavia concessioni TARI già previste per gli aderenti a questa specifica iniziativa: le agevolazioni della tassa comunale sono soggette alle disposizioni del regolamento TARI vigente e ad eventuali deliberazioni competenti. Una simile misura dovrebbe quindi essere valutata dal Comune sul piano giuridico e finanziario, senza creare aspettative premature.
La bozza ipotizza inoltre un’app per le segnalazioni geolocalizzate e fotografie dei problemi riscontrati. In una fase di progettazione andrebbero chiariti anche i tempi e i criteri di conservazione delle immagini, la protezione dei dati personali e i canali ufficiali a cui inviarle. Analogamente, eventuali spazi di quartiere, badge e turnazioni richiederebbero accordi concreti e risorse da individuare.
Una proposta da discutere, non un servizio già avviato
Il valore dell’intervento di Leonardo Mazzilli sta soprattutto nel tentativo di trasformare il lamento per il degrado urbano in una domanda operativa: come fare in modo che più persone si sentano corresponsabili della cura dei luoghi senza sostituirsi alle istituzioni? Per passare da questa prima ipotesi a un progetto realizzabile servirebbero un confronto pubblico, una sperimentazione circoscritta e una valutazione dei risultati.
Proposta originale: Leonardo Mazzilli. Sintesi redazionale di SoleLuna Italia News — Orizzonte Comune, approvata da Leonardo Mazzilli il 24 ottobre 2026. La proposta non costituisce un servizio istituito dal Comune di Trani.
Documenti pubblici consultati
- Comune di Trani, Regolamento comunale beni condivisi (deliberazione C.C. 92/2016).
- Comune di Trani, Regolamento TARI (deliberazione C.C. 50/2023).
- Costituzione italiana, articolo 118.
Immagine di copertina: fotografia illustrativa di David Vives / Unsplash. Non raffigura Trani né attività del progetto E.C.Q.
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