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Il caffè entra nel calendario ONU: dietro ogni tazzina ci sono lavoro, clima e milioni di famiglie

Il caffè entra nel calendario ONU: dietro ogni tazzina ci sono lavoro, clima e milioni di famiglie di Renzo Samaritani Schneider e Massimiliano Deliso Il caffè fa parte della quotidianità di milioni di persone, ma dietro una tazzina ci sono coltivazioni, raccolti, trasporti, mercati internazionali, cambiamenti climatici, lavoro agricolo e intere comunità che vivono di questa filiera. Dal 2026 il 1° ottobre è ufficialmente riconosciuto dalle Nazioni Unite come Giornata internazionale del caffè. L’Assemblea generale dell’ONU ha adottato la risoluzione 80/248 il 10 marzo 2026, dando alla ricorrenza un riconoscimento formale a livello internazionale. Oggi, 1° ottobre 2026, la FAO celebra per la prima volta questa giornata nella propria sede di Roma, mettendo al centro il valore economico, sociale e culturale del caffè e il contributo della filiera ai mezzi di sussistenza e ai sistemi agroalimentari sostenibili. DIETRO OGNI TAZZINA CI SONO MILIONI DI PERSONE Secondo la FAO, il settore del caffè sostiene il reddito di fino a 25 milioni di agricoltori e delle loro famiglie. Una parte molto ampia della produzione mondiale proviene da piccole aziende agricole. Questo significa che molte delle persone che rendono possibile il nostro caffè quotidiano non sono grandi imprese, ma famiglie che dipendono direttamente dal raccolto, dai prezzi internazionali e dalle condizioni ambientali. Il caffè è inoltre uno dei prodotti tropicali più commercializzati al mondo. La sua importanza economica è particolarmente forte in molti Paesi produttori, dove rappresenta una fonte significativa di occupazione e di entrate da esportazione. MA IL VALORE NON SI DISTRIBUISCE SEMPRE IN MODO EQUO Il fatto che il mercato del caffè sia enorme non significa automaticamente che ogni anello della filiera riceva una parte proporzionata del valore creato. La FAO richiama l’attenzione sugli squilibri del mercato e sulla distribuzione asimmetrica dei redditi tra i diversi attori della filiera. Tra chi coltiva una pianta di caffè e chi acquista una bevanda pronta ci sono passaggi numerosi: raccolta, lavorazione, selezione, trasporto, commercio, torrefazione, distribuzione e vendita. Ogni passaggio aggiunge valore. La questione è capire quanto di quel valore torni davvero a chi affronta il rischio agricolo iniziale. IL CLIMA È GIÀ DENTRO LA TAZZINA Il caffè è una coltura particolarmente sensibile alle condizioni climatiche. Temperature, piogge, siccità, malattie delle piante e disponibilità d’acqua possono modificare quantità e qualità dei raccolti. Questo rende la filiera vulnerabile proprio mentre il cambiamento climatico rende più frequenti eventi estremi e modifica gli equilibri ambientali di molte aree produttive. Per i piccoli agricoltori la conseguenza può essere diretta. Un raccolto scarso non è soltanto un dato statistico: può significare meno reddito familiare, difficoltà nell’investire nella stagione successiva e maggiore esposizione alle oscillazioni dei prezzi. SOSTENIBILITÀ SIGNIFICA ANCHE RESILIENZA Quando si parla di caffè sostenibile si pensa spesso soltanto all’ambiente. Ma la sostenibilità comprende più dimensioni. Vuol dire proteggere il suolo e l’acqua, ridurre la perdita di biodiversità, usare pratiche agricole adatte alle condizioni locali e rendere le coltivazioni più resilienti. Vuol dire però anche garantire condizioni di lavoro dignitose, maggiore stabilità economica e accesso a conoscenze e tecnologie. Una filiera non può essere davvero sostenibile se protegge il terreno ma lascia chi lo coltiva in condizioni di estrema vulnerabilità. LA BIODIVERSITÀ PUÒ DIVENTARE UN’ALLEATA In alcune aree il caffè viene coltivato sotto alberi d’ombra e inserito in sistemi agricoli più diversificati. Questi modelli possono contribuire a creare habitat più ricchi rispetto alle monocolture intensive e, quando ben progettati, possono aiutare a proteggere suolo, umidità e biodiversità. Non esiste però una soluzione unica valida ovunque. Clima, varietà coltivate, altitudine, disponibilità d’acqua e condizioni economiche cambiano enormemente da un territorio all’altro. Per questo la sostenibilità non può essere ridotta a un’etichetta: richiede conoscenza locale e adattamento. TECNOLOGIA E DATI ARRIVANO ANCHE NEI CAMPI La trasformazione digitale riguarda sempre di più anche l’agricoltura. Previsioni meteorologiche più precise, strumenti per monitorare le coltivazioni, sistemi di tracciabilità, applicazioni per conoscere i prezzi e tecniche di analisi della qualità possono aiutare i produttori a prendere decisioni migliori. La tecnologia, però, funziona soltanto quando è realmente accessibile. Un piccolo produttore che non dispone di connessione, formazione o risorse economiche rischia di rimanere escluso proprio dagli strumenti che potrebbero aiutarlo. Anche qui il tema centrale è la distribuzione delle opportunità. DAL CAMPO ALLA TOSTATURA Il gusto che percepiamo nella tazzina nasce molto prima della torrefazione. Varietà della pianta, terreno, altitudine, clima, maturazione dei frutti, metodo di raccolta e processo di lavorazione influenzano profondamente il risultato finale. Anche la fase di essiccazione richiede attenzione. Errori di umidità o conservazione possono compromettere la qualità di un raccolto che ha richiesto mesi di lavoro. La torrefazione interviene quindi su una materia prima che porta già con sé moltissime decisioni agricole e tecniche. IL CAFFÈ È ANCHE CULTURA L’ONU e la FAO sottolineano anche la dimensione culturale del caffè. Ogni Paese, e spesso ogni regione, ha sviluppato modi differenti di prepararlo e condividerlo. La tazzina italiana, il caffè filtrato, le preparazioni tradizionali del Medio Oriente, dell’Africa o dell’America Latina raccontano storie differenti. Il caffè può accompagnare una pausa solitaria, un incontro familiare, una riunione di lavoro o un rito di ospitalità. È proprio questa capacità di attraversare culture diverse che lo rende qualcosa di più di una semplice merce. IL CONSUMATORE PUÒ SAPERE DI PIÙ Chi beve caffè non può conoscere ogni dettaglio della filiera. Può però diventare più consapevole. Leggere l’origine del prodotto, informarsi sulle certificazioni, conoscere il lavoro delle cooperative e scegliere aziende che comunicano con maggiore trasparenza può aiutare a capire meglio ciò che acquistiamo. Nessuna scelta individuale risolve da sola i problemi globali del settore. Ma una maggiore attenzione dei consumatori può aumentare la domanda di filiere più trasparenti e responsabili. ANCHE IL PREZZO RACCONTA QUALCOSA Il prezzo del caffè cambia nel tempo per molte ragioni: raccolti, domanda mondiale, costi energetici, trasporti, condizioni climatiche e mercati finanziari. Quando aumenta il prezzo al consumo, però, non significa necessariamente che il produttore agricolo stia guadagnando nella stessa proporzione. Questo è uno dei motivi per cui la discussione sulla distribuzione del valore resta centrale. Una filiera resiliente dovrebbe permettere a tutti gli attori di sostenere i propri costi e programmare il futuro. LA GIORNATA DEL CAFFÈ NON È SOLO UNA CELEBRAZIONE La nuova Giornata internazionale del caffè può essere letta come un invito a guardare oltre il gesto automatico della tazzina. Ogni caffè attraversa territori, mani, competenze e mercati. Dietro il suo aroma ci sono famiglie agricole, lavoratori, cooperative, commercianti, tecnici, torrefattori e persone che studiano come rendere la produzione più sostenibile. La celebrazione inaugurale della FAO a Roma mette proprio queste persone al centro. IL VIAGGIO CONTINUA FINO A NOI La prossima volta che prepariamo un caffè possiamo continuare a berlo esattamente come abbiamo sempre fatto. Ma possiamo farlo sapendo qualcosa in più. Possiamo ricordare che una bevanda quotidiana collega città europee a montagne tropicali, bar affollati a piccole aziende agricole, abitudini familiari a un mercato mondiale. E possiamo ricordare che la qualità non è soltanto ciò che sentiamo al palato. È anche la qualità del lavoro, dell’ambiente e delle relazioni economiche che hanno reso possibile quella tazzina. Renzo Samaritani Schneider e Massimiliano Deliso Nota di trasparenza — Testi e immagini di TranItalia News possono essere realizzati, in tutto o in parte, con strumenti di intelligenza artificiale. Pur sottoponendo i contenuti a controlli, possono restare errori o inesattezze; le immagini possono essere illustrative o ricostruite e non rappresentare fedelmente luoghi o situazioni reali. Invitiamo quindi a verificare le informazioni anche attraverso fonti autonome e ufficiali. TranItalia News è un progetto editoriale sperimentale, non professionale e non commerciale, promosso da Orizzonte Comune. Contenuto realizzato per TranItalia News — Orizzonte Comune.

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