🎙️ DIETRO LE QUINTE

Puntata 3

Un Facebook che si chiude, un teatro che nasce e i giovani che tornano ai libri

Fra nuovi inizi, cambiamenti digitali e qualche piccolo disastro di redazione

Mercoledì 14 ottobre 2026

Care amiche e cari amici,

eccoci di nuovo qui!

Come sapete, Dietro le Quinte non ha una periodicità prestabilita. Esce quando abbiamo qualcosa da raccontarvi, qualche novità da condividere, un appuntamento da ricordare oppure qualche piccolo incidente di percorso da trasformare in una storia.

E stavolta, di cose, ne sono successe parecchie.

Anzi, cominciamo con una notizia che potrebbe sembrare una chiusura, ma che forse è semplicemente un altro modo di aprire una porta.

📱 Addio a un vecchio Facebook. Renzo cambia casa anche sui social.

Chi di voi conosce da tempo il mio profilo Facebook Renzo Samaritani Schneider potrebbe essersi accorto che non c’è più.

Ebbene sì: ho deciso di chiuderlo.

Dopo aver chiuso anche il mio account WhatsApp collegato al numero telefonico storico, quello che moltissimi di voi conoscevano da anni, ho deciso di alleggerire ulteriormente la mia presenza digitale.

Per il momento, su Facebook, rimane soltanto il profilo Renzo Ramananda.

Non è un addio ai social network, naturalmente, e nemmeno un ritiro dal mondo.

Sarebbe abbastanza difficile ritirarmi dal mondo, considerando quante cose continuo a fare ogni giorno! 😂

È piuttosto un tentativo di mettere un po’ d’ordine.

Per anni ho accumulato profili, numeri, caselle di posta, applicazioni, pagine e piattaforme. A un certo punto diventa difficile persino ricordarsi da quale porta qualcuno stia cercando di entrare.

E allora, forse, la soluzione più semplice è avere meno porte.

Se volete cercarmi su Facebook, dunque, il nome da ricordare è Renzo Ramananda.

Per le comunicazioni personali e associative, invece, vi invito come sempre a privilegiare la posta elettronica.

Non sto scomparendo.

Sto soltanto cercando di diventare un po’ più facile da trovare nei posti giusti.

E, possibilmente, un po’ più difficile da disturbare nei momenti sbagliati. 😄


🎭 È nato Mimorion, il nostro teatro delle voci!

E adesso passiamo a una notizia che mi emoziona davvero.

Il 13 ottobre è uscito il mio primo radiodramma.

Si intitola:

La misura dell’ombra

Elegia per una stanza d’autunno a Leopoldstadt

Testi e regia sono miei, Renzo Samaritani Schneider.

È una storia ambientata nella Vienna del 1941, costruita intorno alla memoria, all’assenza e alle voci di chi ha attraversato uno dei periodi più terribili della storia europea.

Un racconto che prende vita attraverso tre personaggi vocali, suoni, musica e atmosfere.

Le interpretazioni sono realizzate attraverso voci sintetiche generate con l’intelligenza artificiale. Non ci sono attori umani nascosti dietro nomi di fantasia: la componente tecnologica è una parte dichiarata di questo esperimento artistico.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che mi affascinano maggiormente.

Perché oggi, grazie alle tecnologie digitali, anche un autore indipendente può immaginare una produzione sonora complessa, costruirla, dirigerla e portarla fino al pubblico.

Non significa che la tecnologia sostituisca l’arte.

Significa che può mettere nuovi strumenti nelle mani di chi ha qualcosa da raccontare.

🎧 Ascoltate il radiodramma

La durata è di circa diciotto minuti.

Potete ascoltarlo su Spreaker oppure guardarlo su YouTube. Trovate entrambi i collegamenti sul sito della nostra associazione, che vi segnaliamo più avanti.

L’accoglienza iniziale è stata davvero incoraggiante e ci ha spinto a fare qualcosa che, fino a pochissimo tempo fa, non avevamo ancora programmato.

Trasformare il radiodramma anche in un libro.

E non soltanto a parole!

📚 Da radiodramma a libro: La misura dell’ombra è già prenotabile su Amazon

La novità è arrivata praticamente subito.

Amazon Kindle Direct Publishing ci ha confermato che La misura dell’ombra è già disponibile per la prenotazione nel Kindle Store.

Mi piace moltissimo questa idea: una storia nasce come testo, diventa un racconto sonoro, viene interpretata da voci artificiali, incontra i primi ascoltatori e poi ritorna a essere un libro.

È quasi un viaggio circolare.

Dalla pagina alla voce.

Dalla voce all’ascolto.

Dall’ascolto nuovamente alla pagina.

Anche per trovare il libro e raggiungere la pagina Amazon dedicata, potete partire dal nostro sito, che raccoglie i collegamenti alle pubblicazioni editoriali.

E questa esperienza ci ha dato anche il coraggio di inaugurare qualcosa di più grande.

🎭 Mimorion — Il teatro delle voci

Abbiamo creato uno spazio dedicato ai radiodrammi, alle testimonianze teatrali, ai racconti sonori e alle produzioni che intrecciano cultura e memoria.

Lo abbiamo chiamato MIMORION — Il teatro delle voci.

Il suo motto è:

Un palcoscenico senza confini, dove le storie prendono vita attraverso le parole, la musica e la memoria.

È già online, all’interno della nostra nuova Casa SoleLuna, ed è raggiungibile direttamente dal sito dell’associazione.

E se le risorse tecniche ed economiche ce lo permetteranno, cercheremo di realizzare un nuovo radiodramma ogni mese.

Il teatro, del resto, non ha necessariamente bisogno di un sipario.

Qualche volta bastano una voce, una storia e qualcuno disposto ad ascoltare.


📖 Ma è vero che i giovani stanno tornando a leggere?

Stamattina ho ricevuto una newsletter di Youcanprint con una domanda che mi ha immediatamente incuriosito:

“I giovani stanno tornando davvero a leggere?”

Sapete una cosa?

I numeri sono più sorprendenti di quanto molti immaginerebbero.

Secondo i dati dell’Associazione Italiana Editori relativi al 2025, l’89% dei ragazzi italiani tra i 15 e i 17 anni dichiara di aver letto o ascoltato almeno una parte di un libro negli ultimi dodici mesi.

Non significa che nove ragazzi su dieci abbiano finito un romanzo ogni settimana: la rilevazione comprende anche letture parziali, e-book e audiolibri.

Ma resta comunque un dato interessante.

Ancora più curioso è il ruolo dei social network.

Pensate che, secondo un’analisi di NielsenIQ BookData e Media Control, nel 2025 in Italia i libri legati al fenomeno BookTok, la comunità letteraria nata su TikTok, hanno raggiunto circa 3,3 milioni di copie vendute, per un valore di 41,4 milioni di euro.

Insomma, proprio uno di quei social che secondo alcuni starebbero distruggendo la capacità di leggere sta contribuendo a far scoprire i libri a moltissimi ragazzi.

C’è però anche l’altra faccia della medaglia: aumentano le persone che dichiarano di leggere, ma diminuisce la frequenza con cui lo fanno.

Ed è proprio questo il punto sul quale mi piacerebbe riflettere insieme a voi.

Non è sufficiente comprare libri. Bisogna trovare il tempo di abitarli.

E qui mi viene da pensare anche ai nostri radiodrammi.

Forse il futuro della narrazione non sarà una guerra fra libro cartaceo, e-book, audiolibro e racconto sonoro.

Forse saranno semplicemente modi diversi di entrare nella stessa storia.

C’è chi ama girare le pagine.

Chi ascolta mentre passeggia.

Chi scopre un autore attraverso un video di trenta secondi.

Chi preferisce un racconto letto ad alta voce.

L’importante, in fondo, è che le storie continuino a circolare.

E adesso lasciatemi fare una domanda anche a voi.

Qual è l’ultimo libro che avete letto e che vi è rimasto davvero dentro?

Se vi va, rispondetemi a questa newsletter.

Chissà, magari dalle vostre risposte nascerà una delle prossime puntate.


🌐 Un’unica porta per entrare nel nostro mondo: Casa SoleLuna

Prima di proseguire, voglio ricordarvi una cosa.

In questi mesi abbiamo lavorato moltissimo per costruire un sito che fosse qualcosa di più di una semplice raccolta di articoli.

Casa SoleLuna è diventata il punto d’incontro di quasi tutto quello che facciamo.

Lì trovate le attività dell’associazione, i progetti culturali, il giornale, i libri, le riviste, la radio, i podcast, i radiodrammi, gli eventi, le iniziative e anche le modalità per sostenerci.

Per questo oggi vi lasciamo un solo indirizzo, quello che vi chiediamo di conservare fra i preferiti.

🌐 https://www.istitutosoleluna.it/

Da questa porta potete raggiungere tutto il nostro piccolo universo.

E vi chiediamo di venirci a trovare spesso, magari anche soltanto un paio di volte alla settimana.

Perché, credetemi, lì dentro succedono molte più cose di quante riusciamo a raccontarvi in una newsletter!


📻 Novembre: L’Ora Felice Extra Memoria torna a parlare di arte

Dopo la puntata di ottobre dedicata alle Narrazioni invisibili, stiamo preparando il prossimo appuntamento con L’Ora Felice – Extra Memoria.

La data attualmente prevista è:

Mercoledì 18 novembre 2026, ore 21:00

Tema: “Arte e Memoria”

In diretta su K-Radio Nazionale, con Carmelina Rotundo Auro, il professor Giuseppe Tocchetti e Renzo Samaritani Schneider.

La data e l’orario sono ancora da confermare definitivamente, ma il tema è già deciso.

E personalmente lo trovo bellissimo.

Come possono un quadro, una poesia, una fotografia o una canzone custodire la memoria di un popolo più di molte pagine di storia?

A volte una fotografia riesce a raccontare un’epoca meglio di un intero capitolo di un manuale.

Una canzone può riportarci immediatamente in un momento della nostra vita.

Un’opera teatrale può dare voce a persone che non ci sono più.

E allora forse l’arte non serve soltanto a rappresentare il mondo.

Serve anche a impedirgli di dimenticare.

Carmelina e Giuseppe porteranno naturalmente i loro contributi e le loro sensibilità.

Io continuerò a guardare tutto questo anche attraverso il percorso di Oltre La Memoria – Le Vittime Invisibili, un progetto che cerca di offrire attenzione a storie e persone spesso rimaste ai margini delle grandi narrazioni.

Non appena i dettagli della trasmissione saranno definitivi, ve li comunicheremo.

Nel frattempo, ricordate che l’archivio delle puntate, le registrazioni disponibili e il calendario dei prossimi appuntamenti sono consultabili attraverso il sito dell’associazione che vi abbiamo indicato a metà newsletter.


😂 Nadija contro Renzo — Cronache semiserie dalla redazione

Eccoci alla rubrica che, prima o poi, potrebbe costarci le dimissioni della nostra collaboratrice. 😄

La scena che segue è immaginaria, ispirata alla nostra organizzazione quotidiana.

Nadija è a Berlino.

O forse a Bologna.

Non importa: tanto il computer la segue dappertutto.

Arriva una mail di Renzo.

Renzo: «Nadija, ho chiuso Facebook.»

Nadija: «Quale Facebook?»

Renzo: «Quello vecchio.»

Nadija: «Quale dei vecchi?»

Renzo: «Renzo Samaritani Schneider.»

Nadija: «Perfetto. Quindi adesso hai soltanto Renzo Ramananda?»

Renzo: «Esattamente.»

Nadija: «Bene, aggiorno i collegamenti.»

Passano tre minuti.

Arriva un’altra mail.

Renzo: «Ah, Nadija, abbiamo anche inaugurato un teatro.»

Nadija: «Un teatro?»

Renzo: «Sì. Mimorion.»

Nadija: «Dove si trova?»

Renzo: «Su internet.»

Nadija: «Naturalmente.»

Altri due minuti.

Renzo: «Ah, abbiamo fatto anche un radiodramma.»

Nadija: «Bene.»

Renzo: «Ed è diventato un libro.»

Nadija: «In quanto tempo?»

Renzo: «Praticamente subito.»

A questo punto uno dei gatti immaginari di Nadija decide di attraversare la tastiera.

Sul monitor compare una lunghissima sequenza:

MMMMMMMMMMMMMMMMMM

Renzo riceve il messaggio.

Lo legge.

E risponde:

«Mimorion si scrive con una sola M all’inizio, Nadija.»

😂😂😂

Nadija chiude il computer.

Il gatto rimane davanti allo schermo.

E per qualche secondo la redazione funziona perfettamente.


🌐 Casa SoleLuna: una casa sempre più abitata

Un’ultima cosa prima di salutarci.

In queste settimane il nostro nuovo sito sta diventando sempre più ciò che avevamo immaginato: non soltanto un giornale o una pagina associativa, ma una vera casa digitale per le nostre attività culturali.

Al suo interno trovate il giornale, le associazioni, i progetti, la radio, i podcast, i libri, le riviste, le iniziative e adesso anche il nuovo teatro Mimorion.

Non tutto è ancora perfetto e alcune stanze sono tuttora in fase di sistemazione.

Ma una casa, in fondo, non è mai davvero finita.

Cambia con le persone che la abitano.

Vi invito a salvare fra i preferiti l’indirizzo che vi abbiamo indicato a metà newsletter e a visitarlo almeno un paio di volte alla settimana.

All’interno trovate anche una sezione che raccoglie libri, corsi e altri collegamenti utili.

Ogni vostra visita, lettura, condivisione e segnalazione è un piccolo contributo alla crescita di questo progetto.


❤️ Una richiesta sincera: abbiamo bisogno anche del vostro sostegno economico

E adesso permettetemi di affrontare un argomento un po’ meno poetico, ma molto concreto.

Abbiamo bisogno di soldi.

Ecco, l’ho detto. Senza troppi giri di parole. 😄

Vedete, dietro tutto quello che vi raccontiamo in queste newsletter ci siamo soprattutto io e Massimiliano, che cerchiamo di mandare avanti un’infinità di progetti culturali e associativi.

Ma c’è anche la nostra vita quotidiana.

E, come tutti, dobbiamo mantenerci.

Lavoriamo spesso dieci ore al giorno, quasi sette giorni su sette, per riuscire a pagare l’affitto di casa, le bollette, la spesa e tutte quelle cose che, purtroppo, non si pagano con i sorrisi.

Poi ci sono le nostre due principesse, Kandy e Khloe. 🐱🐱

E loro, giustamente, non hanno nessuna intenzione di partecipare a programmi di austerità economica.

Mangiano le loro belle scatolette, spesso della Natural Code, che non sono esattamente fra le più economiche del supermercato.

Ma ci teniamo alla loro alimentazione e alla qualità di ciò che mangiano.

E naturalmente, ogni martedì, continuiamo anche a occuparci dei nostri amatissimi patatini, i gattini della colonia felina vicino casa, ai quali andiamo a portare da mangiare come volontari.

Insomma, tra lavoro, casa, gatte, gattini e tutto il resto, le nostre giornate sono già piuttosto piene.

E anche le nostre spese.

Quello che però non possiamo fare è continuare a sostenere economicamente, da soli, anche tutte le attività dell’associazione.

Perché un’associazione culturale, per quanto animata da entusiasmo e buona volontà, ha comunque bisogno di risorse.

I progetti hanno dei costi.

I siti internet hanno dei costi.

Le produzioni culturali, gli strumenti digitali, la radio, i podcast, le iniziative e tutto ciò che cerchiamo di costruire richiedono risorse economiche, oltre a tantissimo lavoro.

E il volontariato, da solo, non può pagare ogni fattura.

Vorrei essere molto chiaro: non vi stiamo chiedendo di pagare l’affitto di casa nostra o di comprare le scatolette per Kandy e Khloe. Quelle sono spese personali, delle quali continuiamo a occuparci noi.

Vi stiamo chiedendo di aiutarci a sostenere l’associazione e i suoi progetti culturali.

Perché sono progetti che mettiamo a disposizione di tutti.

E perché non possono pesare soltanto sulle spalle delle stesse due persone.

🙏 E allora vi chiediamo una mano. Concretamente.

Se siete già soci e sostenete regolarmente l’associazione, grazie davvero.

Se non lo siete ancora, vi invitiamo a valutare l’adesione attraverso le modalità indicate sul nostro sito.

Se non avete ancora attivato un contributo periodico e avete la possibilità di farlo, prendete seriamente in considerazione anche questa forma di sostegno.

E se desiderate darci una mano in più, fate una donazione straordinaria.

Non deve necessariamente essere una cifra importante.

Anche un piccolo contributo, quando viene da tante persone, può fare una grande differenza.

Sul sito dell’associazione, il cui indirizzo trovate a metà di questa newsletter, sono disponibili le informazioni e i pulsanti per sostenere economicamente le nostre attività.

Naturalmente ciascuno contribuirà secondo le proprie possibilità, senza alcun obbligo.

Ma vi chiediamo di non pensare che, siccome continuiamo a pubblicare articoli, realizzare trasmissioni e inventare nuovi progetti, allora significa che economicamente sia tutto facile.

Non è così.

Dietro a ogni cosa ci sono ore di lavoro, impegno, passione e, spesso, anche qualche sacrificio.

Noi continueremo a metterci il nostro tempo, la nostra creatività e tutto l’entusiasmo possibile.

Ma per continuare a crescere abbiamo bisogno che anche chi crede in questi progetti faccia, quando può, la propria parte.

E adesso basta parlare di soldi, altrimenti Nadija apre un altro foglio Excel e ci manda direttamente il conto della sua pazienza. 😂

Grazie di cuore a chi vorrà aiutarci. ❤️


❤️ Le cose cambiano. Le storie restano.

E così siamo arrivati alla fine di questa terza puntata.

Abbiamo cominciato con un profilo Facebook che si chiude.

Abbiamo inaugurato un teatro che non ha mura.

Abbiamo scoperto che un radiodramma può diventare un libro.

Abbiamo parlato di ragazzi che leggono, di social network che fanno scoprire storie e di una trasmissione radiofonica che si prepara a riflettere sull’arte e sulla memoria.

E abbiamo parlato anche di qualcosa che spesso rimane invisibile: il lavoro e le risorse necessari per trasformare le idee in realtà.

Alla fine, forse, tutte queste cose hanno qualcosa in comune.

Cambiano gli strumenti, cambiano le piattaforme, cambiano i nomi con i quali ci presentiamo al mondo.

Ma continua a esistere un bisogno molto semplice.

Raccontare.

Ascoltare.

Ricordare.

E, possibilmente, continuare a sorridere.

Anche quando Nadija ci manda una mail con quindici M consecutive. 😂

Grazie, come sempre, di esserci.

Un abbraccio affettuoso da

Renzo Samaritani Schneider
Massimiliano Deliso

con la paziente e immaginaria complicità editoriale di Nadija. 🌿🎙️


P.S. 📬 Ricordate: Dietro le Quinte non ha una periodicità prestabilita. Uscirà quando ci saranno nuove cose da raccontare. Nel frattempo, se avete suggerimenti, notizie, proposte o semplicemente qualcosa di bello da condividere, scriveteci via email.

P.P.S. 🎭 Se non avete ancora ascoltato La misura dell’ombra, dedicatele diciotto minuti del vostro tempo. Vi consigliamo di ascoltarla con calma, possibilmente senza fare altre cose contemporaneamente. Alcune storie meritano un po’ di silenzio intorno.

P.P.P.S. ❤️ E se questa newsletter vi piace e credete nel valore delle nostre iniziative, ricordatevi che anche il più piccolo contributo economico è un modo concreto per aiutarci a continuare. Grazie!