di Carmelina Rotundo Auro
Milano apre oggi, 17 settembre 2026, la quarantesima edizione del MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer, una delle rassegne italiane più longeve dedicate al cinema, alle identità e ai linguaggi della cultura queer.
Fino a domenica 20 settembre, il festival torna a occupare più spazi nel cuore della città: il Piccolo Teatro Strehler, il suo sagrato e la Casa di Quartiere Garibaldi. Quattro giorni di proiezioni, incontri, musica, masterclass e appuntamenti culturali che segnano un anniversario importante: quarant’anni di trasformazioni sociali, artistiche e linguistiche raccontate attraverso il cinema e le arti.
Il tema scelto per il 2026 è “What’s Next?”: letteralmente, “che cosa viene dopo?”. Una domanda volutamente aperta, che il festival usa per guardare non soltanto alla propria storia, ma soprattutto al futuro delle identità, delle rappresentazioni culturali e dei linguaggi artistici.
Quarant’anni non sono soltanto una ricorrenzaIl MiX nasce nel 1986 e, nel tempo, è diventato un punto di riferimento per il cinema indipendente a tematica LGBTQ+ e per il dibattito culturale legato alla comunità queer.
La sua storia attraversa decenni nei quali il modo di raccontare orientamento sessuale, identità di genere, famiglie, desiderio, corpo e diritti è cambiato profondamente.
Basta pensare a quanto fosse diversa l’Italia di metà anni Ottanta: minore visibilità pubblica, pochissimi spazi culturali esplicitamente LGBTQ+, un linguaggio mediatico spesso stereotipato e una rappresentazione cinematografica molto più limitata.
Il fatto che oggi un festival queer raggiunga la quarantesima edizione dentro uno dei luoghi simbolo del teatro europeo racconta, da solo, una parte importante del cambiamento avvenuto.
Ma il senso dell’anniversario non sembra essere quello di celebrare un traguardo come se tutto fosse ormai acquisito.
Il titolo “What’s Next?” suggerisce esattamente il contrario: la storia serve a capire da dove si viene, ma non basta a rispondere alle domande del presente.
Cinema, ma non soltanto cinemaIl MiX 2026 conferma una struttura sempre più multidisciplinare.
Accanto alle proiezioni cinematografiche trovano spazio eventi culturali, teatro, musica, workshop e masterclass. Il programma ufficiale distribuisce gli appuntamenti tra il Teatro Strehler, il sagrato e la Casa di Quartiere Garibaldi, trasformando il festival in qualcosa di più ampio di una semplice rassegna di film.
È un’evoluzione significativa.
Le immagini sullo schermo restano centrali, ma attorno al cinema si costruiscono occasioni per parlare di corpi, linguaggi, professioni creative, memoria, identità e nuovi modi di rappresentare la società.
Proprio questa contaminazione tra forme artistiche diverse è diventata negli anni uno dei tratti distintivi dei festival culturali contemporanei: non soltanto vedere un’opera, ma creare attorno all’opera uno spazio di discussione e relazione.
La domanda “What’s Next?”Il Piccolo Teatro presenta la quarantesima edizione come un invito a interrogarsi sul futuro delle identità, dei linguaggi artistici e delle rappresentazioni culturali.
È una domanda particolarmente interessante perché arriva dopo decenni nei quali la rappresentazione LGBTQ+ è aumentata enormemente, ma non necessariamente in modo uniforme o definitivo.
Essere più visibili non significa automaticamente essere raccontati meglio.
Il cinema e le serie contemporanee hanno moltiplicato personaggi, storie e punti di vista queer, ma il problema della qualità della rappresentazione resta aperto: chi racconta una storia? Da quale prospettiva? Quali vite ricevono spazio? Quali vengono ancora semplificate?
Il ruolo di un festival può essere proprio questo: portare davanti al pubblico opere che difficilmente troverebbero posto nella distribuzione commerciale ordinaria e permettere a registi, autori e spettatori di incontrarsi fuori dalle logiche più strette del mercato.
Un festival dentro la cittàAnche la geografia del MiX conta.
Il Piccolo Teatro Strehler è una delle istituzioni culturali più riconoscibili di Milano. Affiancarlo alla Casa di Quartiere Garibaldi significa mettere in relazione un grande spazio teatrale con un luogo più vicino alla dimensione territoriale e comunitaria.
È un modo interessante di intendere la cultura: non come qualcosa che vive soltanto dentro sale prestigiose, ma come una rete che attraversa luoghi diversi.
Il festival stesso ricorda come negli anni abbia mantenuto un forte radicamento cittadino, pur aprendosi sempre più alla dimensione internazionale.
Questa doppia identità — locale e globale — è particolarmente adatta al cinema queer, che da sempre mette in dialogo esperienze molto specifiche con temi universali come il desiderio, la famiglia, l’appartenenza, la libertà e la ricerca di un proprio posto nel mondo.
Quarant’anni di memoria e trasformazioneUn festival che dura quarant’anni diventa inevitabilmente anche un archivio.
Attraverso le sue edizioni passano linguaggi, mode, battaglie culturali, figure pubbliche, autori e generazioni diverse.
Il MiX ricorda di avere ospitato nel tempo personalità provenienti dal cinema, dalla musica, dalla cultura, dall’attivismo e dalla società civile. Questa lunga stratificazione racconta come il discorso pubblico LGBTQ+ non sia mai rimasto fermo.
Negli anni Ottanta e Novanta molte iniziative culturali queer erano innanzitutto luoghi di riconoscimento e resistenza. Oggi, senza che quella funzione sia scomparsa, si aggiungono nuove domande: come cambiano le identità? Come cambia il linguaggio? Quale spazio hanno le persone trans, non binarie, intersex, le nuove famiglie, le differenze generazionali, culturali e sociali?
Il futuro, insomma, non è una pagina già scritta.
Il valore culturale dell’inclusioneParlare di un festival LGBTQ+ non significa rivolgersi soltanto alle persone LGBTQ+.
Come ogni rassegna culturale, il suo valore dipende anche dalla capacità di mettere in circolazione storie che permettono a chi guarda di incontrare vite diverse dalla propria.
Il cinema ha sempre avuto questa funzione: farci entrare per due ore in una casa, in un corpo, in una città, in una lingua e in un’esperienza che non ci appartengono.
Quando funziona, non chiede allo spettatore di diventare qualcun altro. Gli chiede semplicemente di guardare meglio.
Forse è proprio questo il significato più interessante di “What’s Next?” per un festival arrivato alla quarantesima edizione.
Non chiedersi soltanto che cosa verrà dopo sullo schermo, ma che tipo di società sarà capace di guardarlo.
Informazioni essenzialiMiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ+ e Cultura Queer — 40ª edizione
17–20 settembre 2026
Piccolo Teatro Strehler, Sagrato e Casa di Quartiere Garibaldi — Milano
Tema: “What’s Next?”
Fonti ufficiali:
https://mixfestival.eu/
https://mixfestival.eu/eventi
https://www.piccoloteatro.org/it/2026-2027/mix
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