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La Luna del Raccolto e i Santi Medici: L'Almanacco di Trani Italia News per il 26 e 27 Settembre 2026

Scritto da Massimiliano Deliso e Carmelina Rotundo Auro | 25/09/2026 | Almanacco

Lunario d'epoca per il 26 e 27 settembre 2026 a Trani

La Luna del Raccolto sopra il porto di Trani, nello stile dei vecchi lunari contadini.

L'equinozio è passato da tre giorni e l'autunno si è preso il calendario, ma non ancora del tutto l'aria: a Trani il mare tiene ancora in caldo le notti. In queste due giornate il cielo regala l'appuntamento più atteso della stagione — la Luna del Raccolto, il plenilunio più vicino all'equinozio — mentre nei campi si vendemmiano le uve tardive e in paese si accendono le luminarie per i Santi Medici. Ecco l'Almanacco di Trani Italia News per sabato 26 e domenica 27 settembre 2026.

Sabato 26 Settembre 2026: i Santi Medici e la Luna del Raccolto

1. Il Santo del Giorno

Santi Cosma e Damiano, martiri. Fratelli, secondo la tradizione gemelli, originari dell'Arabia e medici di professione, furono chiamati anàrgiri — «senza denaro» — perché curavano senza chiedere compenso. Il martirio è collocato a Ciro, in Siria, agli inizi del IV secolo. In Puglia la devozione ai «Santi Medici» è fra le più radicate d'Italia: ad Alberobello sono patroni della città e la loro festa, proprio in questi giorni, riempie di luminarie e bancarelle le strade fra i trulli; a Bitonto il santuario dei Santi Medici richiama pellegrini da tutta la provincia. Sono protettori di medici, chirurghi, farmacisti e — per antica assonanza di mestiere con la lama — anche dei barbieri.

2. Il Sole: alba, tramonto e durata del dì

A Trani il Sole sorge alle 06:45 e tramonta alle 18:44, con il mezzogiorno vero alle 12:45. La durata del dì è di 11 ore e 59 minuti: per la prima volta quest'anno la luce scende sotto le dodici ore piene. La bilancia dell'equinozio, che si è fermata il 23 settembre alle 02:05, ha ripreso a pendere dalla parte della notte, e lo farà di due minuti al giorno fino a dicembre.

3. Luna e fase lunare

È il giorno del plenilunio: la Luna è piena alle 18:48, appena quattro minuti dopo il tramonto del Sole. Sorge alle 18:29 a levante e tramonta alle 06:17 del mattino seguente, con il disco illuminato al 100%, nella costellazione dei Pesci. Essendo il plenilunio più vicino all'equinozio d'autunno, questa è la Luna del Raccolto: il nome viene dall'abitudine contadina di approfittarne per lavorare anche dopo il tramonto, perché per alcune sere di fila la Luna si alza quasi alla stessa ora, subito dopo il Sole, come se il giorno si allungasse a credito. Chi si affaccia sul molo di Trani verso le sette e mezza di sera la vedrà uscire dal mare grande e ramata: è un'illusione ottica dovuta allo spessore d'atmosfera che la luce attraversa quando l'astro è basso, ma è l'illusione più bella dell'anno.

4. Il Cielo e le Stagioni

Con la Luna piena in cielo tutta la notte, le stelle deboli si arrendono: è una serata da pianeti. Saturno sorge alle 19:12, praticamente insieme alla Luna, e accompagna l'intera nottata fino all'alba, sempre più luminoso man mano che si avvicina all'opposizione dei primi giorni di ottobre — quando sarà alla minima distanza dalla Terra e visibile per tutta la notte. Nelle ore piccole, verso le 03:02, si alza Giove, che con la sua luce ferma e bianca prepara il mattino; Marte lo precede poco dopo l'una, ma resta basso e smorto. Venere e Mercurio, invece, tramontano entro pochi minuti dal Sole e per ora restano invisibili. In alto a ponente il Triangolo Estivo cede il passo al Quadrato di Pegaso, che sale da oriente: il cambio della guardia fra le stagioni, in cielo, è già completato.

5. Meteo e Stagione

Giornata di cielo coperto sulla costa tranese, con temperature fra i 18°C della notte e i 23°C del primo pomeriggio. Le precipitazioni sono praticamente assenti (poco più di un decimo di millimetro, con probabilità intorno al 3%), ma il vento di tramontana soffia da nord-nord-ovest con raffiche fino a 22 km/h, e si sentirà soprattutto sul lungomare. Un promemoria per gli appassionati: proprio la coltre di nubi potrebbe giocare a nascondino con la Luna piena, quindi conviene tenere d'occhio gli squarci di sereno più che l'orologio.

6. Consigli per l'orto, il giardino e la campagna

È la settimana buona per la vendemmia delle uve tardive e per la prima raccolta delle olive da tavola, quando il frutto è ancora verde e sodo. Nell'orto si seminano a dimora spinaci, valerianella, ravanelli e rucola, che gradiscono il terreno ancora caldo e l'aria che rinfresca. La tradizione contadina però sconsiglia, con la Luna piena, di imbottigliare il vino e di travasarlo: si aspetta che cominci a calare, perché — dicevano i vecchi — «con la luna piena il vino si muove». Buon momento, invece, per rincalzare i finocchi e per dare un'ultima zappettatura fra i filari prima delle piogge.

7. Il Proverbio del Giorno

«Luna settembrina, sette lune si trascina.»

Uno dei proverbi più diffusi di tutta la penisola: il tempo che fa nei giorni del plenilunio di settembre, si diceva, detta la legge per i sette mesi successivi. Non ha fondamento meteorologico, ma racconta quanta attenzione il mondo contadino riservasse proprio a questa Luna — quella che chiude i conti dell'anno agrario.

8. Tradizioni e curiosità popolari

La festa dei Santi Medici era, in tutta la Puglia centrale, una delle poche occasioni in cui il paese si vestiva a festa fuori dal Natale e dalla Pasqua: archi di luminarie, banda da giro nella piazza, e il voto di chi era guarito che si scioglieva con una candela grande quanto il proprio peso. Ad Alberobello si racconta ancora dell'usanza di portare in processione ex voto d'argento a forma dell'organo risanato — un occhio, una gamba, un cuore — che venivano poi appesi accanto alle statue. C'è anche un'usanza di casa, minore ma tenace: nelle famiglie dove qualcuno esercitava un mestiere di cura, oggi si apparecchiava un posto in più a tavola, «per i Santi che non chiedono niente».

9. Il Pensiero del Giorno

La Luna è piena stasera.
Non ha fatto nulla per diventarlo:
ha solo continuato a girare,
e a un certo punto la luce l'ha raggiunta tutta.

10. Il Boccone del Giorno

Cardoncelli al forno con patate, pomodorini e origano (ricetta vegana). Si puliscono i funghi cardoncelli — quelli della Murgia, sodi e profumati — senza lavarli, passandoli con un panno umido, e si tagliano a fette spesse mezzo centimetro. Si affettano sottili altrettante patate e una cipolla. In una teglia unta d'olio extravergine si fanno strati alterni di patate, funghi e cipolla, salando poco per volta e spolverando ogni strato con pangrattato, origano secco, prezzemolo tritato e uno spicchio d'aglio a lamelle. Si chiude con i pomodorini tagliati a metà, con la parte tagliata verso l'alto, un'ultima manciata di pangrattato e un giro d'olio generoso. In forno a 180°C per quaranta minuti, coperto con un foglio d'alluminio per i primi venti perché le patate si ammorbidiscano, poi scoperto perché si formi la crosticina. Si mangia tiepido, mai bollente: è allora che i cardoncelli sanno di bosco.

Domenica 27 Settembre 2026: San Vincenzo de' Paoli e la Luna che comincia a calare

1. Il Santo del Giorno

San Vincenzo de' Paoli (1581-1660), sacerdote francese nato in Guascogna da famiglia di contadini. Catturato dai pirati e venduto schiavo a Tunisi da giovane, riuscì a tornare libero e dedicò il resto della vita ai poveri, ai galeotti e ai bambini abbandonati. Fondò la Congregazione della Missione — i «Lazzaristi» — e, insieme a santa Luisa de Marillac, le Figlie della Carità, la prima comunità femminile a uscire dal chiostro per servire i malati nelle case. È il patrono di tutte le opere caritative: le Conferenze di San Vincenzo, presenti anche in molte parrocchie della Costa Sveva, portano ancora il suo nome e la sua regola elementare — dare senza chiedere chi sia chi riceve.

2. Il Sole: alba, tramonto e durata del dì

Il Sole sorge alle 06:46 e tramonta alle 18:43, mezzogiorno vero alle 12:45. La durata del dì scende a 11 ore e 57 minuti: due minuti di luce in meno rispetto a ieri, il ritmo costante che accompagnerà l'autunno fino al solstizio. Da qui in avanti, ogni domenica sarà più corta della precedente di un quarto d'ora abbondante.

3. Luna e fase lunare

La Luna sorge alle 18:53 e tramonta alle 07:26, ancora illuminata al 99% e sempre nei Pesci: è gibbosa calante, ha passato il pieno da poche ore e comincia il suo ritorno. A occhio nudo la differenza rispetto a ieri è impercettibile, ma un binocolo appoggiato al davanzale la rivela subito: lungo il bordo orientale del disco riappare l'ombra, e con essa i crateri tornano a proiettare la loro lunghezza. È il momento in cui la Luna smette di essere una moneta e ridiventa una sfera.

4. Il Cielo e le Stagioni

Saturno anticipa di qualche minuto e sorge alle 19:08, ormai a una settimana scarsa dall'opposizione: è l'oggetto da puntare con un piccolo telescopio, perché anche a ingrandimenti modesti gli anelli si distinguono. Giove arriva alle 02:59, Marte all'una e venti, basso sull'orizzonte di levante. Con la Luna quasi piena ancora padrona della notte, le nebulose e le galassie restano fuori portata: è una notte da pianeti, da crateri lunari e — se si ha pazienza di aspettare la Luna bassa verso l'alba — dalle prime stelle d'inverno che si affacciano a oriente, con le Pleiadi in testa.

5. Meteo e Stagione

Giornata migliore: cielo parzialmente nuvoloso, con schiarite ampie e nessuna precipitazione prevista. Le temperature salgono, fra i 18°C del primo mattino e i 25°C del pomeriggio, che a fine settembre è quasi un regalo. Il vento gira a maestrale, da ovest-nord-ovest, con raffiche fino a 19 km/h: aria pulita, orizzonte lungo, ottima visibilità sul mare. Una domenica fatta apposta per una passeggiata alla Cattedrale nel tardo pomeriggio, quando la pietra prende il colore del miele.

6. Consigli per l'orto, il giardino e la campagna

Con la Luna che ha cominciato a calare, la tradizione riapre le operazioni che ieri sconsigliava: si travasa il vino nuovo, si imbottiglia, si mettono sott'olio i sott'aceti. È anche il momento giusto per raccogliere ed essiccare le erbe aromatiche — origano, timo, salvia, alloro — che a Luna calante, si diceva, conservano meglio il profumo. Nell'orto si trapiantano finocchi, cavoli, verze e cicorie; in giardino si preparano le buche per gli alberi da frutto, che andranno messi a dimora fra un mese, e si dividono i cespi di piante perenni. Chi ha ulivi cominci a liberare il terreno sotto le chiome: la raccolta non è lontana.

7. Il Proverbio del Giorno

«Settembre: o secca le fonti o rompe i ponti.»

Il mese non conosce mezze misure. O chiude l'estate con una coda di siccità che prosciuga i pozzi, o la congeda con i primi temporali d'autunno, quelli che in poche ore scaricano l'acqua di un mese. Quest'anno, a giudicare dal cielo di questi giorni, siamo dalla parte asciutta — ma il proverbio ricorda che mancano ancora tre giorni alla fine.

8. Tradizioni e curiosità popolari

La fine di settembre era, nel mondo contadino pugliese, la vigilia di un passaggio decisivo: il 29, San Michele, scadevano i contratti agrari, si pagavano gli affitti dei fondi e si rinnovavano — o si scioglievano — gli accordi fra proprietari e coloni. Chi doveva cambiare podere passava questi giorni a fare i conti e a caricare i carri; da qui l'espressione, ancora viva in alcune campagne, di «fare San Michele» per dire traslocare. La domenica precedente era perciò l'ultima di una certa vita: si andava a messa nella parrocchia che forse non sarebbe più stata la propria, e le famiglie si scambiavano visite di commiato. Una tradizione minuta ma bella: ai bambini si regalava un grappolo d'uva della vigna che si lasciava, «perché il dolce se lo porta via chi parte».

9. Il Pensiero del Giorno

Da stanotte la Luna toglie.
Un poco ogni sera, senza annunciarlo,
fino a sparire del tutto.
Poi ricomincia. Nessuno le ha mai chiesto se le pesa.

10. Il Boccone del Giorno

Calzone di cipolle sponsali con olive nere e uva passa (ricetta vegana). È il piatto delle domeniche d'autunno sulla costa, nella versione «di magro», senza acciughe. Per la pasta: mezzo chilo di farina, un cubetto di lievito di birra sciolto in due dita d'acqua tiepida, un bicchiere scarso d'olio extravergine, sale, acqua quanto basta per un impasto morbido; si lascia lievitare due ore coperto. Per il ripieno si affettano un chilo e mezzo di cipolle sponsali — quelle lunghe, dolci — e si stufano in padella larga con olio e un pizzico di sale, a fuoco bassissimo e coperte, per almeno quaranta minuti, finché diventano una crema bionda; non devono friggere, devono sciogliersi. A fuoco spento si uniscono una manciata di olive nere snocciolate, due cucchiai di uva passa ammollata, un cucchiaio di capperi dissalati e pepe. Si stende metà pasta in una teglia unta, si versa il ripieno freddo, si copre con l'altra metà sigillando bene i bordi e si bucherella la superficie con la forchetta. Forno a 200°C per trenta-trentacinque minuti, finché è dorato. Si taglia solo quando è tiepido, altrimenti il ripieno scappa.

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